mercoledì 15 ottobre 2008

E poi diciamo di non essere razzisti


E' di questi giorni la notizia dell'approvazione da parte del parlamento di norme incredibili che introducono le classi ponte o differenziate per l'ammissione degli studenti alle scuole.
Come si legge nell'articolo: ci si batte contro i tagli ai posti di lavoro e intanto passa sotto silenzio una norma che introduce una bieca e crudele segregazione degna del più efferato apartheid sudafricano.
Con argomenti, degni dell'ignoranza delle nostre classi di governo, quali "la conoscenza della lingua italiana" o "la piena e reale integrazione degli stranieri" la lega ha fatto approvare la realizzazione dellle aule di isolamento per gli stranieri, e che siano a tenuta stagna ed insonorizzate perchè non si creino contatti che possano turbare la crescita degli ariani figli della lupa padanoitaliana.
La scuola è forse l'unica istituzione che possa realmente creare l'integrazione tra le diverse culture.
Ad un bambino poco importa che colore di pelle possa avere un altro bambino e anzi, dopo i primi timori, un confronto con abitudini diverse, alimentari o culturali che siano, può portare invece ad una sana curiosità ed a nuove scoperte.
Inquinare la scuola con idee razziste significa minare alle basi alle fondamenta la convivenza muticulturale della società. Lo sapevano bene i nazisti di Hitler che fin dalla prima infanzia, nei libri, introducevano le idee dell'odio ebraico e dell'arianità della razza.
Pensiamo ad un bambino che veda altri bambini andare in classi diverse perchè stranieri, si creerà l'idea che loro sono diversi, inferiori, strani, da evitare.
Mandano gli stranieri nelle classi di integrazione perchè imparino la nostra cultura e la nostra lingua, ma è questo che deve fare la scuola insegnare la nostra cultura senza bisogno di ghetti discriminatori!
Non c'è bisogno di avere classi per insegnare algli stranieri dentro una scuola che serve ad insegnare a tutti.
Il mondo non è nostro dobbiamo capirlo, siamo una piccolo gruppo di poveri cretini dentro un mondo che per numero e per cultura è di fatto dei cinesi, degli indiani e delle popolazioni di origine africana. Noi in Italia in particolare data la bassa natalità abbiamo ormai un vitale bisogno degli stranieri per ogni aspetto della nostra società.
Ma li vogliamo muti, ghettizzati, poveri e tranquilli senza alcun diritto che paghino le tasse e i contributi per le nostre pensioni.

La scuola è il fondamento della convivenza civile di una nazione, e li che si deve insegnare a vivere civilmente in una società muticulturale.

2 commenti:

Rinaldo ha detto...

Questa notizia proprio mi mancava... sono davvero schifato, schifato, schifato! dall'operato di questo governo.
Mi semnra di vivere in un altro Paese da quello che conoscevo, mi sento sempre più straniero a casa mia.
Grazie Dav

Antenor ha detto...

Si tratta di regressione culturale oltre che economica.
Stiamo tornando indietro di decenni e decenni nel nostro livello di civiltà, conquiste economiche e culturali stanno andando in fumo.