venerdì 11 luglio 2008

Prezzi dei libri assurdo!! Ci vorrebbe cosi poco


Un inchiesta di Repubblica ha evidenziato i prezzi dei libri di testo per le famigli italiane nel 2008
La spesa va dai 300€ ai 500€ per figlio!!!!!
A prima vista la si può giudicare una spesa semplicemente necessaria che i generosi genitori, se minimamente ne hanno la possibilità, non si sogneranno mai di negare al proprio figlio.
Con questa considerazione io negli anni scolastici ho accumulato una quantità immensa di libri scolastici, pagati profumatamente e che non mi serviranno più in vita mia perché legati ad un età scolare passata.
I miei fratelli hanno accumulato la stessa quantità di libri perché anche se le nostre età sono solo minimamente diverse, nuove versioni sfornate prontamente dalle case editrici ogni anno e consigliate calorosamente dai professori hanno indotto i miei a rinnovare ogni anno il salasso, cuore di mamma.
Tutto questo immane sforzo economico è completamente inutile: le materie che si studiano ora dall'elementari ed al liceo sono le stesse da 50 anni o più.
La storia non ha avuto scoperte negli utlimi 20 anni che abbiano richiesto la benché minima modifica ai testi. Lo stesso dicasi per la letteratura o altro. La matematica che si studia ai licei è quella inventata da Leibniz e Newton . Forse qualcosa sarà cambiata nella chimica quantistica ma non penso sia diventata materia dei licei!!!
Io avrei potuto usare i libri di mio fratello più grande e così mia sorella, poi avrei potuto passare i testi ai miei cugini e così via, senza dovermi preoccupare del fatto che nuove impaginazioni degli stessi contenuti o nuove immagini rendessero obsoleti libri che non lo erano sicuramente.

Indignato mi sono informato come vanno le cose in altri paesi.
In Germania funziona cosi: i libri ti vengono consegnati all'inizio dell'anno e sono gli stessi usati dagli studenti gli anni prima, alla fine dell'anno dopo uno "fruttifero" studio i libri vengono restituiti e controllati: se risultano rovinati si è tenuti al risarcimento per reintegrare la copia, in caso di buon utilizzo il libro viene conservato e servirà per gli studenti dell'anno successivo.


Ci vuole così poco

Qui con il debole argomento che bisogna far sopravvivere le case editrici perché in Italia si legge poco si autorizza questa truffa annuale che pesa come un macigno sulle tasche delel famiglie e induce a pensare a noi giovani: ma come faccio a mantenermi un figlio.


9 commenti:

Rinaldo ha detto...

E' un esempio lampante dello stato delle cose (in Italia).

antenor ha detto...

Una delle tante.
Per avere un idea di ciò che ci sta capitando ti consiglio se passi in una libreria di comprare o solo di leggere alcune pagine del libro

http://www.ibs.it/code/9788817025621/stella-g-antonio/deriva-perche-italia.html

GianfraH ha detto...

C'e' da dire che anche ai miei tempi i libri sono sempre stati un salasso per la famiglia. In una famiglia con un solo reddito il mese di settembre lo abbiamo sempre vissuto con terrore. Come si faceva? Semplice: la Divina Commedia non e' mai cambiata da circa 700 anni; i Promessi sposi Idem. Del codice civile cambiavano le interpretazioni, piu' o meno faziose. Matematica: andava benissimo anche quello dell'anno prima, anche se scarabocchiato. Oppure ci si faceva prestare i libri da qualcuno tra i conoscenti. Il fatto e' che, rinchiusi come siamo oggi tra le nostre quattro mura, il condividere una risorsa sembra qualcosa di tremendamente grande, chiedere qualcosa a qualcuno sembra di "scadere". E comprare un libro usato... non e' di moda: allora lamentiamoci, pero' mandiamo i bimbi con lo zaino, l'astuccio e il diario dell'ultimo supereroe Hollywoodiano... per quelli non ci si lamenta mai.

antenor ha detto...

Ma fare come i tedeschi che ci vuole caspita!!!!!!!!!!!!!!!!

GianfraH ha detto...

Ma se lo Stato dorme, perche' devono dormire anche i cittadini? Io intanto mi organizzo; se lo faranno in tanti tanto meglio. Ma ad aspettare che qualcuno pensi a te... beh, chi visse sperando... splat :)

patrizia ha detto...

Il problema è che lo Stato dovrebbe farsi carico di una parte della spesa, visto che si tratta di scuola dell'obbligo. Non sono d'accordo sull'uso e strauso dei libri usati: le case editrici scolastiche e gli autori di cosa vivrebbero? Non è vero che un libro vale l'altro e che le materie non cambiano. Basti pensare che se per 20 tutte le scuole usassero gli stessi libri di matematica e latino i ragazzi avrebbero già le soluzioni di tutti gli esercizi. Diciamo che da un punto di vista didattico e culturale le considerazioni del signor Corgiolu sono molto opinabili.

antenor ha detto...

Non ho mai detto che tutte le scuole, licei e professionali ad esempio, dovrebbero condividere gli stessi testi. Assolutamente no!!! Hanno programmi diversi quindi necessitano di testi diversi. Ma tuttti i licei possono avere lo stesso testo.
Ma ti dico di più a me basterebbe che si mantenesse per ogni scuola il testo per i vari anni, mi spiego: il Liceo pinco pallo ha il testo 1 e lo tiene per 20 anni il liceo panco pillo ha il testo Y e lo tiene per 20 anni.
E vorrei che si imponesse per legge che i professori favorissero il riuso dei testi posseduti dalle famiglie.
Poi l'esempio che ho proposto io prevede che lo stato acquisti le prime copie dei libri da distribuire e si occupi di casuali reintegri non compensati dagli alunni.
Ma la mia reale critica è il fatto che vengano rinnovati continuamente i testi senza di fatto cambiare i contenuti, perché diciamocelo, di fatto nulla cambia da 20 anni nelle materie liceali.
Ecco la verità: l'Italia non legge, le case editrici non vendono e allora facciamole mantenere, come una sorta di casta, in modo obbligatorio e disonesto dalle famiglie dei "facoltosi" scolari italiani.
Siamo la solita Italia delle caste che come parassiti dissanguano la popolazione fessa e contenta
con argomenti faziosi e falsi come quelli che proponi tu.

patrizia ha detto...

Caro Davide, eppure i conti li sai fare! L'editoria è come qualunque altro settore... mica gli editori e gli autori lavorano per la gloria. Per i libri ad esempio c'è quella cosa chiamata diritto d'autore che se un libro lo tieni 20 anni, lo passi e lo rivendi usato in pratica sparisce. E poi non è assolutamente vero che il contenuto non cambia: negli ultimi anni sono cambiati i programmi, persino di materie insospettabili come la storia. Il nuovo obbligo scolastico, l'aumento incessante del numenro di studenti stranieri sono cose che tu non tieni in considerazione, ma un insegnante per fortuna sì. E poi non capisco questo accanimento nei confronti dei libri di testo. Saranno anche una spesa gravosa, ma perché le famiglie non si lamentano mai del prezzo dei telefonini o della playstation che certamente i figli hanno?
E in ogni caso un libro più di due o tre ragazzi non li regge, poi diventa uno schifo su cui non è consigliabile studiare.
Ma te l'immagini se in giro ci fosse un unico software che devono usare tutti?

antenor ha detto...

I conti si fanno presto: 300-500 euro per ogni alunno delle scuole superiori.
Se vogliamo favorire l'istruzione questo è un enorme sbaglio, un ostacolo insormontabile per le famiglie monoreddito, che di fatto impedisce una benché minima possibilità di migliorare la propria condizione sociale: povero sei e povero sarà tuo figlio.
Ripeto la mia tesi: l'editoria viene favorita in modo abnorme dall'obbligo del rinnovo continuo dei testi. Non venirmi a dire che le cose invece cambiano, perché sai meglio di me che un qualsiasi corso di italiano, storia matematica, filosofia, geometria ecc, potrebbe essere portato a termine con gli stessi risultati accademici con i testi di 15-20 anni fa.
Come per tante altre cose si tende a scaricare sulle famiglie il peso dell'inefficenza, mantenendo caste privilegiate che dopo l'editoria comprendono farmacisti, notai, politici, giornali, medici e tanti altri gruppi purtroppo.